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Qual uom, che chiuso in cupa, orrida, e mesta
Prigion sospiri e notte e giorno invano
La libertà, traendo egro e mal sano
L'afflitto piede in quella parte e in questa,
Se fiamma ardente a la magion molesta
S'apprende, onde ne caggia parte al piano,
Gode in mirando qual novello e strano
Varco al suo scampo il Ciel pietoso appresta,
Così il Santo Levita, or che letale
Vampa rimira orribilmente intorno
Strugger la spoglia sua caduca e frale,
Gioisce, e benedice il lieto giorno,
In cui, franta la sua prigion mortale,
Può far l'anima bella al Ciel ritorno.