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By Michelangelo Buonarroti

Ben doverrieno al sospirar mie tanto

esser secco oramai le fonti e ' fiumi,

s'i' non gli rinfrescassi col mie pianto.

Così talvolta i nostri etterni lumi,

l'un caldo e l'altro freddo ne ristora,

acciò che 'l mondo più non si consumi.

E similmente il cor che s'innamora,

quand'el superchio ardor troppo l'accende,

l'umor degli occhi il tempra, che non mora.

La morte e 'l duol, ch'i' bramo e cerco, rende

un contento avenir, che non mi lassa

morir; ché chi diletta non offende.

Onde la navicella mie non passa,

com'io vorrei, a vederti a quella riva

che 'l corpo per a tempo di qua lassa.

Troppo dolor vuol pur ch'i' campi e viva,

qual più c'altri veloce andando vede,

che dopo gli altri al fin del giorno arriva.

Crudel pietate e spietata mercede

me lasciò vivo, e te da me disciolse,

rompendo, e non mancando nostra fede

e la memoria a me non sol non tolse,