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By Auteur inconnu

Il Pellegrin, ch'insul notturno orrore

Muove dubbioso e solitario il piede,

Si rasserena quando nascer vede

Nell'orizzonte il mattutino albore.

Così dopo le cure ed il timore,

Qualor la luce di speranza riede,

Manca il dolor, che come in propria sede

Ha perpetuo soggiorno entro il mio core.

Ma vede il Pellegrin dopo brev'ora

Per le celesti vie scorto e condutto

Il chiaro Sol dalla vermiglia Aurora.

Tanto non è della mia luce il frutto:

La luce sorge, ma non sorge ancora

Tal, che mi tolga dalle ciglia il lutto.