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By Torquato Tasso

Già basso colle umile

fin che tu fosti albergo

de le selvagge ninfe e de' pastori,

or che donna gentile

ti preme o falda o tergo,

quanti ella coglie o frutti o fronde o fiori,

tanti sono gli onori

ch'accrescon la tua gloria,

più belli de' ligustri,

ma perpetui ed illustri

e degni in terra d'immortal memoria:

così trapassi i colli

e la fama a tutt'altri e 'l pregio tolli.

Anzi sei nuovo Atlante

qual già sostenne il cielo,

in sostenendo lei che dea simiglia;

se non che verdi piante

non spoglia o vento o gelo

al bel seren de le tranquille ciglia,

ma con dolce famiglia

di vaghi fiori e d'erba

sempre seguir la suole,

pur com'aurora o sole

la primavera, e 'l suo tesor le serba;

e mutando stagione

le sue pompe non perde e le corone.

Olimpo ancor pareggia

sacro a gli antichi dei,

o ne la gloria a lui t'agguaglia almeno;

e divieni omai reggia

d'Amore e di costei,

dipingendole pur la chioma e 'l seno,

e ceda al tuo sereno

quel sì candido e puro,

tal che non turbi mai

i tuoi lucenti rai

o nube o pioggia o vento o nembo oscuro;

o 'n cima sol vi spiri

l'aura de' miei dolcissimi sospiri.

Tu ve li porta, Amore,

e lor dà piume ed ali

che tanto alzar li può celeste aita;

ma, se di questo core

pien d'ardori immortali

fosse tutta la fiamma in te sentita

e come la mia vita

per lei si strugge e sface,

Etna novo saresti

e maggior grido avresti

che s'accendesse in te divina face.

Deh! sian lodi supreme,

ché sembri Atlante, Olimpo ed Etna insieme.

Non fia miracol novo

dov'Amor vola ed ella

tante rare eccellenze accorre in una;

ma qui, dov'io mi trovo,

né sol miro né stella

quando il ciel si rischiara e quando imbruna,

ma piango mia fortuna;

e quale in secco ramo

solingo augel riposa,

tal io vista odiosa

stimo pur ciascun'altra e lei sol bramo:

forse nulla si perde

mentre il sereno io vo fuggendo e 'l verde.

Tu, che vagheggi il mare

e l'arenoso lido,

ben Ermo sei, come t'appelli, o monte,

or ch'ella non appare

e d'amor freddo è il nido

e turbato ogni rivo ed ogni fonte;

e con oscura fronte

tutti rimiri intorno

i nudi e mesti campi

là dov'orma si stampi,

fin ch'ella torni lieta al bel soggiorno,

e col suo dolce lume

quest'alma rassereni e 'l monte e 'l fiume.

Canzon, trova il mio core e la mia donna,

che da lei non si parte

in alta e chiara o 'n bassa e fosca parte.