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Lasso, già mille e mille onesti ardenti
Sospiri io spinsi alla crudel mia fera
Per vincer sua sdegnosa anima altera,
Che guerra fammi, e n'han pietà le genti;
Ma contro l'ostinata ria guerriera,
Che si fa gloria sol de' miei tormenti,
Fur giunti appena, ch'abbattuti e spenti
Restaro, onde convien ch'anch'io ne pèra.
Pur di nuovo a tentar mia dura sorte,
Altri più accesi e pronti a lei ne mando,
Ed è quanto m'avanza in tanto danno,
Ma questi, cui codardi l'altrui morte
Fa, rivolgonsi addietro e van gridando
Che a disperata guerra io li condanno.