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By Antonio Tebaldeo

Fugga, rivolto al sasso onde deriva,

Sorga, e nascosto stia de invidia e sdegno,

ché un novel lauro, assai del suo più degno,

orna del Tever la soperba riva.

Godi, tu che eri di speranza priva,

Roma, ché, essendo un sì honorato legno

nato fra tante tue rüine, è segno

che il valor torna, che già in te fioriva.

E quel che fa che tanta gloria io creda

è ch'io lo veggio ad una altiera e grande

quercia congiunto et irsene al ciel seco.

Onde non sol vittoria e ricca preda

promette a te, ma al mondo infermo e cieco

la bella età, cui cibo eran le giande.