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Vago pensier, tu spieghi ardito il volo
e non pur lasci addietro il mare e 'l monte,
ma per la strada onde correa Fetonte
passi talor da l'uno a l'altro polo,
e sovra ascendi: io non m'inalzo a volo,
ma le mie voglie, mal per me sì pronte,
acqueto a pena in quella bianca fronte
e a que' bei lumi onde il mio cibo involo;
e, se m'è tolto, indarno avvien ch'io speri
riposo ed esca; or tu conforta almeno
l'alma che langue abbandonata a torto.
Che giova ricercar l'occaso e l'orto?
Pon la tua meta in que' begli occhi alteri
e in un bel volto più del ciel sereno.