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By Antonio Tebaldeo

Udiste, Marco, quanto lamento era,

quanti torrenti uscîr de gli occhi, quanti

del petto sospir' gravi a molti amanti

al dipartir di quella bella schiera.

Hor s'acorgem quanto è folle chi spera

in cose incerte e, come naviganti

venuti a terra, gli altrui legni erranti

vedem per l'onda tempestosa e nera.

Voi caval sete da portar il lume

al cieco mondo e non d'aver soggetta

la spalla al carro d'un lascivo nume.

Non vi è de gir al ciel la via interdetta,

ché avete come Pegaso le piume

e da voi fonte non minor se expetta.