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Per farti fine a ciascheduna verba,
vo' por silenzio a questo mie dolore;
ma, se conoscer vuoi il tuo errore,
priego che solo un verso a te riserba;
il qual vo' che tu dica: - Io ho a 'nvecchiare
e di qualcuno i' arò pur bisogno,
e certo questo dir non sarà sogno,
ché, se tu vivi, tu l'arai a provare -.
Adunque, se bisogno tu hai avere,
perché se' tu così villano altrui?
ché sarai propio servito da lui
come tu servi quello, al mio parere.
Però ti priego non facci del grosso,
dico con altri qual fatto hai con meco,
ch'i' veggo ben che crudeltà è teco,
ma ta' dispetti patir più non posso.
Dunque, i' ti priego per l'amor d'Iddio
che tu ti faccia a ciascun voler bene
e, se nol fai, da vecchio n'arai pene,
perch'ognun ne farà com'ho fatto io.
Sì che rimanti in pasce, o caro amico,
che Iddio ti conservi in buono stato
e, quando un altro tu arai provato,
conoscerai s'i' son suto nimico.
E se far posso per te alcuna cosa
mentre che tu od io viverà al mondo,
bramerò sempre vederti giocondo.
La tuo comanda non mi fia penosa,
anzi mi fie gioiosa.
Se mi richiederai ti serviròe;
o voglia o no, tuo servidor saròe.