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By Auteur inconnu

Sì, queste son le selve e questi i lidi,

Ch'Emilian cantar sì dolcemente

Udir', non come per guerra aspra, ardente

Recasse al Xanto Grecia ultimi stridi,

Non come, fra sospir' mesta e fra gridi,

Dido a Stige scendesse, ombra dolente,

Ma com'arda il gran Dio, e qual sovente

Per nostra emenda in lui furor s'annidi.

Tu, Faenza, il vedesti acceso in vista

Gli alti in versi spiegar del Ciel segreti,

E a ragion piagni, or che di vita uscìo.

E tal pensar si può, che smorta e trista

Un tempo in riva al bel Giordan s'udio

Pianger la Palestina i suoi Poeti.