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By Torquato Tasso

Del bel tesoro, a la cui guardia intento

mi tenne e desto lagrimando Amore,

altri me spoglia e, quasi eterno onore

sia in nobil furto, è d'involar contento.

Io che dianzi v'apria cent'occhi e cento,

ora per non mirar tanto dolore

son privo de la vista, anzi del core,

e de la guardia alfin mi lagno e pento.

E qual mendico ed egro, a cui il sostegno

dolce suo manchi, volge il piede errante

dove il patir gli sia men grave scorno,

tale io morrò; tu nel sepolcro adorno

scrivi: "Qui giace un disperato amante

che d'amor visse e si morì di sdegno".