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Amor, ch'entro del core a me favella,
Sì dolcemente viene a consolarmi,
Ch'io mi sereno in parte, e veder parmi
La Cinosura in mezzo alla procella.
Né temo all'agitata navicella
Vento, che la sommerga o la disarmi,
Ed oso dal periglio assicurarmi,
Lieto mirando la propizia stella.
Ma se non v'ha nell'amoroso stato
Stabil fermezza, ond'io già son presago
Del vecchio duolo, dal piacer rinato,
Deh perché son di tal dolcezza pago,
Che ratta fugge e del piacer bramato
Altro non è ch'una dipinta immago?