463

By Auteur inconnu

Amor, ch'entro del core a me favella,

Sì dolcemente viene a consolarmi,

Ch'io mi sereno in parte, e veder parmi

La Cinosura in mezzo alla procella.

Né temo all'agitata navicella

Vento, che la sommerga o la disarmi,

Ed oso dal periglio assicurarmi,

Lieto mirando la propizia stella.

Ma se non v'ha nell'amoroso stato

Stabil fermezza, ond'io già son presago

Del vecchio duolo, dal piacer rinato,

Deh perché son di tal dolcezza pago,

Che ratta fugge e del piacer bramato

Altro non è ch'una dipinta immago?