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By Antonio Tebaldeo

Non già, come ebbe il stellato Argo, cento

occhi in mirar vostre bellezze chieggio,

ché quanto più de voi, madonna, veggio,

tanto più il foco mio cresce e il tormento.

Espresso di Natura io mi lamento,

ché cieco non mi fe' per farmi peggio:

per gli occhi, benché tardi io me ne aveggio,

ogni parte del corpo inferma sento.

E quanti avesse più la fronte lumi,

tanto più me odiaria l'oppressa terra:

ché de cento occhi uscirian cento fiumi.

Per me fa di cercar pace e non guerra:

che è se lassate voi gli empi costumi,

o se esti doi Morte pietosa serra.