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E quai cinte n'andran, se delle fronde
Sacre non van sì degne tempia ornate?
E chi come Costui nelle create
Cose penetra, e in lor s'aggira e asconde?
Entra or sotterra, or per le vie profonde
Spazia del mare, altrui chiuse e celate;
Ivi svela Natura e sue pregiate
Opre, e come le schiuda e le feconde.
Quindi s'alza talor su i Cieli, e Marte
Rosseggiar vede, e rider Giove, e ancora
Rotar Saturno minaccioso e fero.
Poscia in varie favelle a parte a parte
Sì ne ragiona, che l'intende e onora,
Non ch'Arno e Tebro, Istro, Garonna, e Ibero.