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Donna, se tanto in voi potesse Amore,
Quanto può in me la grave acerba doglia,
So ben che dentro cangereste voglia,
Com'io cangiato fuori ho già colore.
Vedrei spegnersi in voi l'aspro rigore,
Ch'il cor vi cinge, e di pietà vi spoglia,
Talché se avvien ch'io mai di voi mi doglia,
Ei fa sol che vi piaccia il mio dolore.
Vedrei soavemente a me girarsi
Quei bei vostr'occhi, che di tanto sdegno
Ognor contro de' miei sogliono armarsi;
E non sarian nell'amoroso regno
Di noi, né di quel fuoco, ond'ardo ed arsi,
Amanti più felici, ardor più degno.