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By Auteur inconnu

Amor, per farmi del tuo laccio pago

Alle mie labbia un nettare porgesti,

Che cangiò in pensier' lieti i pensier' mesti

E di novelli obbietti il cor fé vago.

Ma fra tanta dolcezza al cor presago

Quai turbaro il seren timori infesti!

E di quai cinta apparve orror' funesti

Della mia nuova servitù l'immago!

Né tutto il cor previde: ei vide solo,

Avvinto da dolcissime catene,

Strascinato il mio spirto in servitute.

Ed ora io soffro rinascente duolo,

E veggio, ah folle, che maggior diviene

Per non sapere usar la mia virtute.