467)
Donna, a cui mortal Sposo il Ciel destina,
D'ostro s'ammanti, e il volto orni e dipinga,
E il crin d'odori asperga, e parte il scinga,
E parte il freni in gemme elette e fine.
Non così tu, che in nozze alte e divine
Il Cielo appella, onde al tuo Dio ti stringa,
Cui non vago color muove e lusinga,
Non guancia molle o biondo e terso crine,
Ma la negletta beltade in rozza vesta,
E più casti ed umili atti e pensieri,
Onde a tanta e immortal gloria se' alzata.
Ei non di Gallia e non d'Iberia appresta
Lo scettro a te, ma su i celesti Imperi
Donna ti vuole e d'auree stelle ornata.