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By Auteur inconnu

Un bel riso lusinghiero,

C'ha l'impero

Di due labbra alme rosate,

Lasso me! ch'io non diviso

Se sia riso

Di diprezzo o di pietate.

Non so che corre del labro

Sul cinabro:

Sembra Amor, sembra alterezza,

Non so che, nol so ridire.

Ben so dire

Che mi dà gioia e tristezza.

Vaghe labbra, anzi rosette

Superbette

Del natio vostro colore,

Deh, perché quando ridete

M'ascondete

Il parlar vero del core?

Ah, vostr'arte intendo appieno,

E non meno

Vostr'acerba tirannia,

Che mi tragge a navigare

Dubbio mare

Infra vita, e morte ria.

E però gite coprendo

E tacendo

Il parlar vero dell'Alma,

Che il saper d'esser gradito

O schernito

Mi saria naufragio o calma.

Vaghe labbra, anzi rubini

Porporini,

Sacro a voi quest'aurea Cetra,

Se dal riso, onde v'aprite

Sì gradite,

Di sapere il ver s'impetra.

Ma che pro? se i miei lamenti

Sì dolenti

Scherzo son d'aure volanti,

Ed Amor vuol che mai sempre

Mi si tempre

Ogni bene in doglia e in pianti!

Così tienmi in dubbia giostra,

E mi mostra

Quinci orgoglio, indi pietate,

Un bel riso lusinghiero,

C'ha l'impero

Di due labbra alme rosate.