47. La gran gioi disiosa.

By Auteur inconnu

La gran gioi disïosa

lungiamente aspet<t>ata,

non ven, lasso, a compire,

troppo fa gran dimura;

la mia vita è angosciosa

pensando poi m'è data

cotal donna a servire,

che di me non à cura;

a ciò no mi scoragio

servendo di bon core,

da poi che fino amore

mi va mostrando per confortamento

lo suo chiaro visagio

piagente per sembianti

com'omo fa a l'infanti,

che l'om l'inganna per losingamento.

Riso e ciera amorosa

sovente m'à mostrata

con tutto bel volire

la più gentil criatura;

la bona aventurosa,

se per alcuna fiata

l'adimando plagire,

di no risponde ogn'ura.

Dunqua, como faragio,

poi sì mi 'ngegna amore

met<t>endomi in er<r>ore,

chè non so dove dea mio intendimento?

poi mi conforteragio

per alegri sembianti,

che mi fan voler manti

e mi ter<r>agio a loro parlamento?

La parola noiosa,

onde madonna è usata

tuttavia di scondire,

mi mette in gran paura;

ma la vista gioiosa,

la piagente trovata

partemi da temire

d'avermila sicura;

per ch'io non dotteragio

le noiose palore,

prendendo lo megliore,

come pare a lo meo conoscimento;

lo suo gran segnoragio

servirò pur inanti

chè li sguardi framanti

mi vanno dando gran confortamento.