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Io veggio il crudo Amor, che gli aurei strali
Tempra nelle pupille amorosette,
E 'l veggio minacciar le sue vendette:
Ahi vendette dolcissime e mortali!
Veggio poi scoccar l'arco, e scuoter l'ali
Per l'aere un dolce nembo di saette,
E 'l veggio in un, che placido promette
Pietade a i miei graditi acerbi mali.
Ma qual pietà giammai sperar poss'io,
Se chi mi fere e ognor raddoppia i dardi
Ride e si prende a scherno il dolor mio?
Ah, che non giunga intempestiva e tardi
Questa pietade, ma, com'io desio,
Venga sull'ale de' sereni sguardi!