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By Battista Guarini

Poi ch'altro che martir l'alma non miete

in guiderdon de la sua tanta fede,

e quella fera che 'l mio mal non crede

beve nel pianto mio l'onda di Lete,

per altro calle a più sicure mete,

a fin più degno, ecco rivolgo il piede,

né altra attendo al mio languir mercede,

se non che di fuggir non mi si viete.

Rotti i ceppi a le piante, a gli occhi il velo,

so vincer quel che me già vinse, Amore,

di servo sì fedel tiranno indegno.

Arsi, or agghiaccio, e nel cor sano il gelo

non è minor del foco, anzi è maggiore,

che 'ngiusto fu l'amor, giusto è lo sdegno.