47

By Celio Magno

Novo Prometeo i' son, misero e lasso:

ché del bel viso ond'ardo il foco e i rai

con troppo ingorde luci un dì furai,

per darne spirto al cor di vita casso.

Ond'or d'un alto sdegno ad aspro sasso

in catena crudel di pianto e guai

avido rostro in me non sazio mai

provo, e di morte in morte ognor trapasso.

Ma quei peccò, da reo desir condutto;

io per soverchio amar supplicio sento,

di buon seme cogliendo acerbo frutto.

Quegli a cosa furar vietata intento;

io la vista d'un sol, dal ciel produtto

per farne ogni occhio uman lieto e contento.