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Qualor di strali carco
Vien che su i venti ascenda
Sdegnato Iddio, dell'Uom rubello in traccia,
Pria che dal rigid'arco
Il grave colpo scenda,
Come chi è offeso e di punir gli spiaccia
Cento volte il minaccia,
Cento l'armata destra
Alza, e su lui fa di ferir sembiante,
E va lo stral sonante
In qualche rupe alpestra.
Se poi contro sua voglia alfin fa scempio,
Sé di soverchio indugio incolpi l'empio.
Volgansi pur le carte
Prische e le Sacre Istorie,
E vedrem come al peccator fa guerra:
Mille diffuse e sparte
In lor vedrem memorie
Dell'immensa pietà che in petto ei serra.
A pro dell'empia terra,
Che non diss'egli e fece,
Pria che i gran' fonti all'acque e i cieli aprisse,
Onde assorta perisse?
Non diece Lustri e diece
Sudò, stancossi, e n'aveva onta e scorno,
Il vecchio Padre alla grand'Arca intorno?
E se di polve aspersa
E di squalor dipinta,
Mercé richiese in tristo e flebil suono
Ninive a Dio conversa,
E de' suoi falli scinta
Pegni ottenne di pace e di perdono,
Non fu, non fu suo dono?
Non fu pietà che mosse
Il buon Profeta al minacciar feroce
E gl'infiammò la voce,
Che dal sonno la scosse?
Non fu Pietà che il fier braccio rattenne
Ed a lei tempo da pentirsi ottenne?
Felsina, molto è ancora
Che Dio minaccia e aspetta
E con varie arti al buon sentier ti sprona.
Non può più far dimora
Sull'arco la saetta,
E forse in Ciel di te mal si ragiona.
L'estrema forse or suona
Voce di Dio; tu l'odi
E com'ella ha vigor, che i cor' penetra
E gli ammollisce e spetra.
Né udilla in miglior' modi,
Or premi offrendo, or minacciando pene,
Per bocca del gran Paolo Efeso e Atene,
Ché quel, cui cinge il fianco
Ruvida fune attorta
E copre il mento ispido, incolto pelo,
E che, non lasso unquanco,
Or nel ben ti conforta,
Or contro a' falli tuoi s'arma di zelo,
Quegli è l'Uomo dal Cielo
A tua salute eletto,
Dello spirto di Dio tutto ripieno;
E ben fa fede appieno
Di ciò che chiude in petto
La virtù, che da' labbri in te diffonde,
E meglio non porria venirne altronde.
Ma intanto il volto bagni
Di pianto, e il tuo periglio,
Felsina, hai scorso, e a Dio rivolto il core,
E mentre prieghi e piagni,
Dal minaccioso ciglio
Di lui veggio cader l'ira e il furore.
Oh di pietà, d'Amore
Secura eccelsa prova!
Già parmi già che il nuvol cieco e denso
Per te di foco accenso
Ver' l'Oriente ei mova,
Certo a scoppiar là sull'indegno Trace,
Ch'osa al popol fedel turbar la pace.