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"Dimmi, perfido Ulisse, o stai nel porto,
O qual parte del mar solchi fuggendo?
Ché, se là, dove sei, la mano io stendo,
La tua nave quassù traggo e trasporto.
Ah, che, quantunque cieco, io t'ho ben scorto;
Ah, che t'ho giunto, e già pe i crin' ti prendo;
Già semivivo in due parti ti fendo,
Ma sbranato ti vo' prima che morto."
Sì Polifemo per furore insano,
Ingannato dall'ira e dalla speme,
Dice a chi fuggitivo erra lontano;
E 'l cieco, ch'urla minaccioso e freme,
Stringe una quercia, e la divide invano
Da i primi rami alle radici estreme.