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Quando vaga d'onor sciolgo al pensiero
Gli audaci vanni, e a te, Signor, l'invio
Per appagar quel troppo alto desio,
Che ha sovra ogni altro mio pensier l'impero,
Ch'è di ritrarti in carte ed al più vero
Segno d'onore alzar mie rime, ond'io,
Traendole di man del cieco obblio,
M'apra per te di gloria ampio sentiero,
Come il Cielo veggiam sparso di Stelle,
Così sparsa la terra allora io veggio
Delle degne opre tue sublimi e belle.
Deh se allor io del mio poter m'avveggio,
Del mio poter, ch'è al voler mio ribelle,
Che l'uno scusi e l'altro accetti Io chieggio.