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Vedi il Tritone, che nel mar s'attuffa,
E guata poi dall'onda trasparente
Il cieco mostro, che di rabbia ardente
Urlando in uno e sospirando sbuffa,
E 'l mar disfida a temeraria zuffa
Col pino eguale all'immortal tridente,
Che con muggito querulo e dolente
Risponde a i colpi nella gran baruffa.
Buon per Ulisse, ch'ode da lontano
Fremere il mar che frangesi a Peloro,
Lunge dall'Etna e dall'infame lito:
Ch'altramente la moglie avrebbe invano
Or tessuto, or disfatto il suo lavoro,
Aspettando il ritorno del Marito.