476

By Auteur inconnu

Colui non è, che sotto al peso grave

Co' rabbiosi muggiti il Cielo assorda,

Duce degli empj, a cui Flegra ricorda

I fulmini celesti, ond'ancor pave.

Quello, che fumo esala dalle cave

Bocche dell'Etna, e densa nebbia e lorda,

È il mostro, o Ulisse, alla cui rabbia ingorda

Solo sottrar ti puote alata nave.

Esso gli accende il fuoco, e or or vedrai

A quei vapori farsi notte il giorno

E cenere, che d'alto nel mar piove.

Tu, se da questo mar lunge non vai,

Invano al patrio suol speri il ritorno,

E vano fia pregar Nettuno e Giove.