476)

By Auteur inconnu

Qual se da falce è tocco e via reciso

Dal suo verde natio leggiadro fiore,

Il collo piega e a poco a poco muore

Nel suolo, ove aprì lieto il primo riso,

Tal fu a veder di mia germana il viso,

Allorché morte il languido pallore

Mutolle in un sì lucido candore,

Che aperto veder parve il Paradiso.

Sciolta volando allor l'Anima bella,

Voce fu udita dir: "Vieni, o diletta,

Fra le più care mie pregiata Ancella."

Né me udir volle, che diceale: "Aspetta

Che la doglia mi uccida acerba e fella,

E, ovunque vai, teco verronne in fretta."