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Deh portatemi del vino
Porporino,
Che nel mescersi zampilla,
E di quel, che l'ambra pura
Raffigura
E più ch'or luce e sfavilla;
Ché non tanto fa riparo
Fino acciaro
Al furor di ferro ignudo,
Come 'l vino, almo liquore,
Contro Amore
A me fassi usbergo e scudo.
Non ch'io nutra il vano ardire
Di fuggire
La possente sua saetta,
E non ch'io non sappia e tema
L'ira estrema
Di costui nella vendetta.
So che Febo innamorato
Coronato
Ancor va dell'alma fronde;
So di chi specchiò nel fonte
La sua fronte,
E fior nacque appresso all'onde.
Ad Amor vo' somigliarmi,
E vo' farmi
Tutto caldo e tutto foco:
Né tal foco io mai ricevo
Se non bevo,
Ch'allor solo ardo e m'infoco.
Poscia sia la pugna breve,
Poscia lève
A me scenda in seno il dardo,
Pur ch'Amor dir non mi possa
Ch'io nell'ossa
Porto il gelo e son codardo.