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Quando mai qualche tregua ho dal dolore,
Che nel mio seno eterno albergo tiene,
La ragione a gran forza entro sen viene
A dir quanto più puote in mio favore.
Ma lo sleale e sconsigliato core
La parte avversa così ben sostiene,
Che quella, a cui il difendermi appartiene,
Cangia in dolce pietade il suo rigore,
Perché con tanto affanno ei rappresenta
A lei la forza, che lo regge e move,
E per la quale in vita si sostenta,
Ch'ella da sé l'usato stil rimove
E dicemi ch'io ceda o sia contenta
Far paragon della sua aita altrove.