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Qual merito o mercé, qual frutto degno
più utile è che la santa iustizia,
che dei superbi abassa la nequizia
e guasta ai malfattor ciascun desegno?
O virtù somma, che trapassi el segno,
la quale il Re de l'etterna milizia,
per vincer del demonio la malizia,
volse a torto per noi gustar sul legno!
Dunque, nobil pretor, priego te specchi
in questa eccelsa e leggiadra virtù
e quella cerchi, prenda, ami e abracci.
E tien per certo che in ciel s'aparecchi
gloria infinita a chi fra noi qua giù
tien tesi contra i rei occulti lacci.