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By Auteur inconnu

Non fu tanto il grande ardore,

Che nel Frigio rapitore

Già per Elena s'accese

Ed a Troia poi s'apprese;

Non fu tanto l'infelice

Dello sposo d'Euridice.

Non fu tanto quel d'Alfeo

Per la figlia di Nereo,

Né men quel del Delio Nume,

Quando in riva al patrio fiume

La sua Ninfa albero crebbe

Ed onore a i boschi accrebbe.

Né sì grave il figlio avea

Nella Madre Citerea

Desta fiamma pe 'l Garzone,

Ch'inegual nella tenzone

Fu del barbaro rivale

In sembianza di Cinghiale,

Come è quella immensa vampa,

Che nel cor m'arde e m'avvampa,

E dal cor poi si diparte

All'incendio d'ogni parte,

Ed in tal guisa m'infiamma,

Ch'io son tutto fuoco e fiamma.

Tutto il fuoco degli Amanti,

Benché fossero altrettanti,

Forse Amor per alta prova

In un cor solo rinnuova:

Oh d'Amor somma possanza!

E 'l mio solo ardor gli avanza.

Né crediate ch'Ilione

O alla cetra di Nerone

Le fumanti auguste mura

Fosser pari nell'arsura

All'ardor, ch'in seno io covo,

D'ogni tempo ignoto e nuovo;

Né che l'Etna agguagli appieno

L'ardor vasto del mio seno,

Perché nutre incendio eterno

E deriva dall'Inferno,

Ché non ha tant'alto fonte,

Quant'è 'l mio, l'acceso monte.