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Non mai con sì gioconda e lieta voglia
Chiama Madre amorosa il figlio amato,
Né in atto così umile in verde prato
Scopre a Ninfa Pastor sua acerba doglia,
Come Morte chiam'io, ch'omai discioglia
L'Alma oppressa dal fral velo odiato,
E in suon dolente il misero mio stato
Le vo narrando, onde dal duol mi toglia.
Ma, lassa, oimè, paventa ella trar fuore
Dal suo mortal l'alma de' falli carca,
Poiché ognun, che la mira, empie d'orrore.
Deh, mio Signore, or ch'è di colpe scarca,
Pria che torni all'antico usato errore,
Fa' che lo stame suo tronchi la Parca.