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Lasso già di seguir la bella fera,
Che da me fugge, e meco lasso Amore,
Che mi fu guida fin dal primo albore,
Taciti e mesti ci fermiam la sera.
Io, lagrimando, dico: "Invan si spera
Giunger più mai quel rio fugace core,
Ch'egli sua fuga avanza a tutte l'ore,
Né 'l vigor nostro è tal, qual da prim'era."
Da vergogna Amor punto, io da nimica
Speranza, allora avvaloriamo il fianco
Col pensier di colei, ch'ambo affatica;
E per le folte tenebre pur anco
Seguiam l'alpestra grave strada antica,
E 'l piè tant'osa più, quanto è più stanco.