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Vago ruscel, che mormorando inviti
Dolcemente gli augelli alle tue sponde
E fai con le tue chiare e limpid'onde
I silenzi vicin' cari e graditi;
Verdi arboscelli e voi Colli fioriti,
Antri, dove la mesta eco s'asconde,
Prati gentili, ove Natura infonde
Quanto ha di vago, e 'n voi suoi pregi ha uniti;
Amate piante, che l'istoria mesta
Serbate ancor delle mie doglie felle,
E forse vi è la pena mia molesta,
Ditemi: saran mai gradite e belle
Le mie lagrime a Dio, sicché con festa
Riceva me fra le sue elette Ancelle?