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Move la semplicetta Pastorella
L'ignudo e molle piè per erbe e fiori,
Seguendo il suo desire, e di colori
Diversi s'orna il crin vezzosa e bella.
E mentre lieta in questa parte e in quella
Danza e scherza or con Ninfe, or con Pastori,
Tra quei fior' vaghi e fra quei grati odori
Le morde il piè serpe sdegnosa e fella.
Sbigottita sen corre a dar salute
Con l'erbe alla ferita; indi a piè lento
Riede pur dove l'onte ha ricevute.
Così lassa son io: dove ben cento
E cento questo core ebbe ferute,
Cieca pur torno e al mio morir consento.