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Roma, ch'ergesti le tue moli altere
Dove i campi dell'aria hanno il confine,
Dimmi, perché sull'alte tue ruine
Ridon ora de i fior' tutte le schiere?
Se cadde a terra quel superbo crine,
A che serti intrecciar le Primavere?
Solo dovean qui meste piante e nere
Delle grandezze tue piangere il fine.
Roma, le tue cadute io piango ognora,
E vo' che questa destra ora recida
Sovra i sepolcri tuoi Aprile e Flora.
Errai, superbia ancora in te s'annida:
Ti vinse il tempo, è ver, ma vinta ancora
Delle perdite tue par che tu rida.