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Or che tanto da voi lontano io vivo,
Dolce mia pena, il cor languisce e manca,
Né per lève sperar più si rinfranca,
Del lungo aspettar suo ben sazio e schivo.
Invan per questi campi al prato, al rivo
Pasco d'altro seren l'anima stanca,
Ché al paragon del bello, che ci manca,
Riesce ogni altro a lei pascol nocivo.
Ben tengo una non so qual vana immago
Di lei, serbata già da' miei pensieri,
E spesso al cor la mostro e non l'appago,
Ch'ei va gridando: "Oh pensier' menzogneri,
Come d'un bel divinamente vago
Voi ritrar mai potrete i raggi veri?"