488)
O diletta, onorata, e cara salma,
Che breve tempo fosti albergo adorno
Di quella, ch'oggi al Ciel fatto ha ritorno
Come da lui partì, purissim'alma,
Lascia, mentr'ella gode ivi la palma
Dell'Innocenza sua, ch'io notte e giorno
Pianga, non il beato suo soggiorno,
Non la tranquilla sua placida calma,
Ma perché, mio Germano, al caldo e al gielo
Tolto ti sei, e me, lassa, qui in terra
Lasciata avvolta hai del mortal mio velo,
Ché ben ragion volea che chi fu in guerra
Unita a te fosse anche al premio in Cielo
E che teco il mio fral gisse sotterra.