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By Auteur inconnu

Ognor che te rivedo, o di mia vita

Nemica ria, Ninfa inumana e fera,

C'hai ne' begli occhi e nella fronte altera

Per man d'Amor la morte mia scolpita,

Qual timida agnelletta e sbigottita,

C'ha visto uscir dal bosco orribil fera,

Indietro volge il piè dal loco ov'era

E al suo Pastor par che domandi aita,

Tal io grido rivolto al crudo Amore:

"Deh ti prenda pietà del mio periglio:

Ecco la fera, che mi sbrana il core."

Ma prende quel crudel nuovo consiglio

Di tormentarmi, e con novello ardore

Mille fulmini accresce al tuo bel ciglio.