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Se in un Prato vegg'io leggiadro fiore,
Sembrami dir: "Qui mi produsse Dio,
E qui ringrazio ognor del viver mio
E della mia vaghezza il mio fattore."
Se d'atra selva io miro infra l'orrore
Serpe strisciarsi velenoso e rio,
Qui mi par ch'egli dica: "Umile anch'io
Quel Dio che mi creò lodo a tutt'ore."
E 'l fonte, il rio, l'erbette, i tronchi, i sassi
Mi sembran dire in lor muta favella,
Ovunque vòlgo i traviati passi:
"Ah, che sol questa (e il Ciel lo soffre) è quella
Che dall'amor di Dio lontana stassi,
Infida troppo e cieca Pastorella."