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By Auteur inconnu

Anima bella, da quel nodo sciolta,

Che me ancor tiene, e non so come, in vita,

Deh su dal Cielo i miei sospiri ascolta

E al mio dolor porgi opportuna aita.

Mirami errar qual forsennata e stolta,

La dritta via del buon sentier smarrita,

D'intorno al sasso, c'ha nel seno accolta

La salma tua, la doglia mia infinita.

Odi il Bosco, odi il Prato e la Pendice,

E ogni Pastor con viso tristo e smorto

Come dolente lagrimando dice:

"E qual puoi più sperare uman conforto,

Silvia, per sempre, sempre più infelice,

Se Linco tuo, se il tuo Germano è morto?"