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By Nicolò Franco

L'aver Carlo, che Dio gliene perdoni,

d'onore e di scrittori carestia,

prezzarsi l'adulare in ogni via,

vedersi i gran maestri ignorantoni,

l'essere il mondo fatto pei beffoni

e pei mezzani de la ruffiania,

tenersi la virtù per gran pazzia,

l'aver ventura i tristi, e non i buoni,

l'alzare il volgo porco le bandiere

ad ogni salatetta parolina,

che 'l sappia sogghignando trattenere,

questo, in dispregio de la Caterina,

t'ha fatto, Aretin mio, da i becchi avere

“grazie che a pochi il ciel largo distina. ”