49
Pallante, oh quanto è giusto il tuo furore,
E il pianto, che t'inonda e gli occhi e il seno,
Se la stessa natura al grand'orrore
Di sì crudo spettacolo vien meno!
All'empio, che ancor spira astio e terrore,
Presso cui Stigia Furia orrida è meno,
Di' pure che quel suo barbaro core
Il latte che succhiò cangia in veleno.
Ma d'Agrippina il sangue, allor che fea,
Dal suo Carcere sciolto, il suol vermiglio,
Col pianto universal misto correa.
Frena dunque lo sdegno e tergi il ciglio:
Ché aver pietà di Madre iniqua e rea
Opra fu sol dell'empietà del Figlio.