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Sotto quel faggio, in riva a quel ruscello
Io quella gabbia di mia man formai,
Che con quel vezzosetto e vago Augello
Jeri, amata Licori, a te donai.
E due per un mio fido Pastorello
A venderne in Città l'altrier mandai,
E del valor mi riportò un anello,
Che di bellezza il tuo vince d'assai.
Or vedi quanto più da' miei lavori
Traggo che dal cantare, e pur vorresti
Ch'ognor cantassi, o semplice Licori.
Ah ch'all'orecchio mio dicono questi,
Ch'intorno miri, infruttuosi allori:
"O quanto tempo invan per noi perdesti!"