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By Filenio Gallo

Quest'è del sogno mio l'ultimo canto,

descritto dal mio basso e rozzo ingegno

non già per sua virtù, ma per sovvegno

de l'ombra di tuo nume excelso e santo,

dove tuo Maestà ha inteso quanto

l'inclita tua città ha doglia e sdegno

ch'abbi del tuo aspetto fatto degno

rural paese e lei lassata in pianto.

Però, volendo a suoi preghi ubbidire

e mossa a passïon di sua mestizia,

ch'al chieder giusto è villania disdire,

torna prego, deh, torna a la propizia

tua madre, che t'aspetta in gran disire:

ch'a·tte fie onor, a lei somma letizia.