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By Auteur inconnu

Poiché lo stato suo l'alma comprende,

E vede il mal che sì diletta e piace,

E conosce i suoi danni, e di sua pace

Scorge chi il bel seren turba ed offende;

Ed ode il Cielo, e la ragione intende,

Né i suoi deliri a sé medesma tace,

Perché il ver non oppone al ben fallace,

E del suo vaneggiar sdegno non prende?

Forse, perché dispera, or non s'aita;

E mentre, cieca, di viltà si veste,

I suoi nimici a soggiogarla invita.

Per discior le catene empie e funeste,

Armi il proprio valore, e volga ardita

In sé lo sguardo, e in sua beltà celeste.