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In quel gran dì, che d'alta voce al suono
Cadde Guglielmo e con più bella sorte,
Vinto cedendo al formidabil tuono,
Fu per vanto maggior men prode e forte,
A quel colpo, che parve onta, e fu dono,
Don, che diè vita, minacciando morte,
Tale, abbattuto del reo mostro il trono,
Ruppe l'aspre del vizio empie ritorte;
Che, se vil pondo di servile omaggio
L'alta dell'Alma libertade oppresse,
Tutto scosse in quel punto il grande oltraggio,
E, a dileguar le ree vestigie impresse,
Trasse dal suo fallir lena e coraggio,
E il fer' migliore anco le colpe istesse.