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Gran Metilde, non te, che al Ciel sei gita,
Piango noi, che perdemmo il tuo bel canto;
E la santa, che or godi, eterna vita
Toglier non può le sue ragioni al pianto.
Piangasi pur, ch'unqua non fu sentita
Così giusta cagion di pianger tanto:
Teco dal Mondo è l'onestà sparita,
Teco l'idea dell'operar più santo.
Oh quante mai, quante virtudi, oh Dio,
Vago il Ciel d'abbellirne i seggi suoi,
Con un colpo di morte a noi rapio!
Ma quante ancor, Donna immortal, dappoi
Ne lasci ad onta dell'eterno obblio
Da innamorar chi legge i carmi tuoi!