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By Auteur inconnu

A che su 'l tergo, Amor, sì forti vanni,

Se poi gli batti così tardi e lenti,

Ch'entrato in questo cor non son possenti

Di cavartene ancor dopo tant'anni?

Mira quel Vecchio antico, a' nostri danni

Se batte i suoi, che non son mai presenti:

E tu Garzone, Arciero e Dio, consenti

D'esser da men di lui per darne affanni?

Dàgli il tuo pigro omai, prendi 'l suo lève,

E sia lunga la vita e breve il male,

Quant'è lungo ora il mal, la vita è breve.

E se no 'l puoi, per l'onor tuo lo strale

Tempra almeno in quel dolce, onde riceve

Respiro un core, o metti giù quell'ale.